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Michele Cera
Bari, costa sud

For years southern Italy’s costal areas were, and, to some extent, still are devastated by the assault of intensive, at times illegal, housing. This is the case of the southern Bari littoral where a number of small illegal buildings, abandoned by their owners several gears ago, are still present. Nevertheless, these buildings are currently used by immigrants, possibly illegal, who employ them as precarious lodgings. For this reason I wanted to create a dialectic in the images between the external landscape, that is in the light of the sun and is, for this reason, known to the public at large, and the interiors of those buildings, hidden and unknown, with their improvised furniture and beds. An illegal and neglected landscape, becomes a fragile and vulnerable landscape as well; a landscape “rejected” and removed from the city, precisely like the people that furtively inhabit it.
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Le aree costiere del Meridione d’Italia sono state per anni, e in parte lo sono ancora, devastate dall’aggressione di un’edificazione intensa, talvolta illegale. È questo il caso del litorale sud di Bari, dove, a poche centinaia di metri dal sito che un tempo ospitava l’ecomostro di Punta Perotti, sono ancora presenti piccoli edifici abusivi, da diversi anni abbandonati dai proprietari. Tuttavia, questi edifici vengono oggi utilizzati da immigrati, forse clandestini, che li utilizzano come precarie abitazioni. Per questo mi interessava, nelle immagini presentate, creare una dialettica tra il paesaggio esterno, alla luce del sole e per questo noto ai più, e gli interni di questi edifici, nascosti e sconosciuti, con i loro arredi, i loro letti di fortuna. Un paesaggio illegale e dell’abbandono, diviene quindi anche un paesaggio fragile, vulnerabile; un paesaggio “rifiutato” e rimosso dalla città esattamente come le persone che, furtivamente, lo abitano.
2007

Cera’s Bio