documentary platform

Enrico Fioraso
Pumex

The quarries of Porticello in Lipari are one of the largest deposits of pumice in Italy. Together with obsidian, pumice was one of the most profitable business in the entire archipelago and for almost two centuries, it was used for commercial purposes.
The mining of Pumex Spa began in 1958 and soon became the largest industrial company in the Aeolian Islands. For about fifty years the company has operated in this open-cast mine, pouring the industrial scraps on the beach, forming artificial hills that became a local tourist attraction. Without respecting and protecting the surrounding environment, the company and its operations were harshly criticized after the inclusion of the archipelago in the UNESCO Heritage List, even risking the exclusion if the company had continued the mining activity.
As a result of these pressures, at international and regional level, and investigations by the prosecution of Barcellona, the CEO and technical director of the quarry were investigated.
In 2008, the president of Legambiente Vittorio Cogliati Dezza said:

“The mining has damaged a valuable and unique landscape and has questioned the permanence of the Aeolian Islands in the list of World Heritage Sites by UNESCO. Today, after our repeated complaints, we have the confirmation from the Prosecutor’s investigations of Barcellona: the work of Pumex was illegal. ”

Despite the different hypotheses that were advanced to redevelop the area, after almost ten years the industrial site still lies in a state of disrepair, and the course of justice still seems unpredictable.
This project aims to document the landscape and the natural/cultural destruction of Porticello, underlining a negative example of an Italian modus operandi that unfortunately, continues to repeat in every corner of the country.
_
Le cave di Porticello a Lipari sono uno dei più grandi giacimenti di pomice in Italia. Insieme all’ossidiana, la pomice è uno dei beni più preziosi e redditizzi dell’intero arcipelago eoliano e per quasi due secoli, venne utilizzato per scopi commerciali.
L’estrazione della Pumex Spa iniziò nel 1958 e divenne ben presto la più grande azienda industriale delle isole Eolie. Per circa 50 anni la società operò in questa miniera a cielo aperto, versando gli scarti di produzione a ridosso della spiaggia, formando colline artificiali che diventarono un’attrazione turistica locale. La società e le sue operazioni vennero duramente criticate dopo l’inclusione dell’arcipelago nella Lista dei Patrimoni UNESCO, rischiando poi l’esclusione nel caso in cui la società avesse continuato l’attività mineraria.
A seguito di queste pressioni a livello internazionale e regionale e delle indagini della procura di Barcellona furono indagati l’amministratore delegato e il direttore tecnico di cava, con il seguente sequestro della zona industriale e di tutti i macchinari.
Nel 2008, il presidente di Legambiente Vittorio Cogliati Dezza disse:

“L’estrazione ha danneggiato un paesaggio prezioso e unico e ha messo in discussione la permanenza delle Isole Eolie nella lista del Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO. Oggi, dopo le nostre ripetute lamentele, arriva anche la conferma dalle indagini della procura di Barcellona: l’opera di Pumex era illegale. ”

Nonostante le diverse ipotesi che furono avanzate e studiate per riqualificare la zona, il sito industriale si trova in uno stato di completo abbandono da quasi dieci anni, e il corso della giustizia sembra ancora lungo considerando la delicata situazione di ex-dipendenti e parti coinvolte nel maxi processo.
Questo progetto mira a documentare lo scempio paesaggistico, naturale e culturale dell’area di Porticello, mostrando l’ennesimo esempio negativo di un modus operandi italiano che, purtroppo, continua a ripetersi in diversi angoli del paese.
_
Fioraso’s bio