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Gianpaolo Arena
Made in Padova

U’travagghiu, la fatica 1
At different latitudes we find different meanings and shades that connote and color the word “work”. With the passing of time, work gets loaded with different degrees of necessity, though not ever losing its importance. At the same time, occupation is at the center of the public debate, through continual discussions and reports about its trusteeship. Work should become again a central “place” in our life, where we could feed ambitions and hopes, to overcome the dramas and the failures that today are assailing entire categories of professionals.
How has work changed today to the point that it broke up and completely sloughed off its skin?
In which way manual activities have been replaced by a steady technological and computer-oriented presence, and by a high level of automation?
How have workplaces changed?
Clues and telltales signs appear on the walls, on the tools and on the materials. Highly complex departments tell the stories of men and women who live those spaces. Apparently anonymous environments turn into unique places with a strong identity. Through the visual research, conducted in some industrial realities among the most innovative and competitive of the North-Eastern Italy, an extraordinary portrait emerges of the delicate historical moment we are going through.
The shattering and destructive violence of the economic crisis, which is fiercely bringing to the surface the leaks of a weaker and weaker capitalistic system, opens at the same time exceptional opportunities for who is up to anticipate and fit in the changes under way. This extraordinary condition of transformation and change is symptomatic of the quality and of the kind of the forces at stake. Like never before, the quality of work will be given by the sum of the men’s competencies, and by the lucid precognition of ideas in which the internationalization of the Italian companies will be an unavoidable goal.
Will man become again the leading actor of the centrality of work?
Like never before, capacity and the value of ideas will play the role of the main characters. The flair for the search for value in the phases of innovation, planning and communication will be the measurement parameter of the challenge.



1 Both words, coming from two different Italian local traditions, could be translated generally with ‘work’, but they also both imply a sense of ‘toil’.

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U’ travagghiu, la fatica…
cambiando latitudine sono diverse le accezioni e le sfumature che connotano e colorano la parola lavoro. Con il trascorrere del tempo, il lavoro, si carica di diversi gradi di necessità, pur non perdendo la sua importanza. Allo stesso tempo l’occupazione è al centro del dibattito pubblico, attraverso continue discussioni e valutazioni sulla sua tutela. Il lavoro dovrebbe tornare ad essere un “luogo” centrale della vita, dove poter alimentare aspirazioni e speranze, per superare i drammi e i fallimenti che investono oggi intere categorie di professionisti.
Com’è cambiato il lavoro oggi fino a disgregarsi ed a mutare completamente pelle?
In che modo attività manuali sono state sostituite dalla progressiva presenza tecnologica, informatica e di un alto livello di automatizzazione?
Come si sono modificati i luoghi del lavoro?
Indizi e segni rivelatori si manifestano sui muri, sulle macchine e sui materiali. Luoghi altamente complessi raccontano le storie di uomini e donne che vivono gli spazi. Ambienti apparentemente anonimi si trasformano in luoghi unici e fortemente identitari.
Attraverso la ricerca visiva, condotta in alcune realtà industriali più innovative e competitive nel nord est italiano, emerge un ritratto straordinario della delicata fase contemporanea che stiamo attraversando.
La violenza dirompente e distruttrice della crisi economica, che con ferocia porta alla luce le falle di un sistema capitalistico sempre più debole, apre anche allo stesso tempo eccezionali opportunità per chi è in grado di anticipare ed adattarsi ai cambiamenti in atto.
Questa straordinaria fase di passaggio e mutazione, è sintomatica della qualità e del tipo di forze in gioco.
Come non mai la capacità del lavoro sarà la somma della qualità degli uomini e della lucida preveggenza delle idee in cui l’internazionalizzazione delle imprese italiane è un obiettivo inevitabile.
Tornerà l’uomo ad essere protagonista della centralità del lavoro?
Come non mai, la capacità e il valore delle idee saranno i protagonisti. L’attitudine alla ricerca di valore nelle fasi di innovazione, di progetto e di comunicazione saranno i parametri di misura della sfida.

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