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Marco Fava
Separations

The focal point of this research is represented by the banks of the river Po – the longest and most important river in Italy – in the region between the town of Cremona and the surrounding cities of Pavia and Piacenza. In the latter, at the end of the 19th Century, the development of railway lines, military bases and – later – industrial complexes, created a barrier that prevented the town from embracing its river completely. Such a scenery, although very close to the proper urban area, maintains its own distinctive traits, revealing itself as an hybrid where nature coexists with human presence, leaving constant and always perceptible anthropic traces despite the silence of these places.
The photographs in this series aim at giving a visual form to the relationship between people and places that have been loved, exploited and contaminated at the same time, showing their unknown, unexpected, mysterious character.

L’indagine, si concentra sulla striscia di territorio bagnata dal fiume Po nell’area tra Cremona e le zone limitrofe di Pavia, fermandosi, in particolare, sulla città di Piacenza dove, dalla fine dell’ 800′ la costruzione della ferrovia, la presenza di aree militari e successivamente l’insediamento delle industrie, hanno creato e mantenuto una barriera che ha impedito alla città di abbracciare totalmente il proprio fiume.
Si è delineata un’area (nonostante sia in estrema aderenza alla città consolidata) con delle caratteristice proprie, un luogo ibrido, dove la natura convive con la presenza umana, dove nel silenzio di questi luoghi, le tracce antropiche sono sempre percettibili e costanti.
Questa serie di fotografie, cerca di dare forma visiva al legame tra uomo e questi luoghi, allo stesso tempo amati, sfruttati, contaminati, sconosciuti, sorprendenti, misteriosi.
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