documentary platform

Sergio Camplone
Anagrafe del danno

(L’Aquila 2014)

“Mr Mayor and members of the council. In a moment when we are assailed by the anxious doubt of fear, the heart of our city was stirred by the quest for a haven that would defend it more surely from the terrible consequences of the earthquake, and in the mind of each the strangest and most illogical ideas alternated, of abandoning our land forever to create wooden houses, which only an excessive panic could justify (…). Our town, after the terrible earthquake of 1703, which hit it so hard, rose again thanks to the valour and tenacity of its people (. . .). Not wooden shacks or modest dwellings were to oppose the earthquakes that continued to attack, but sumptuous palaces and monuments, well-built homes, drawing teachings from past cataclysms, turning buildings to such a position that the impact of the seismic wave investment would cause the least damage (. . .). To think of decentralization is an offence to every principle of logic and progress.”

Earthquake Commission Report and Recommendations.
L’Aquila, November 1915

“Ideologies create substantiating archives of images, which encapsulate common ideas of significance and trigger predictable thoughts, feelings … The problem is not that people remember through photographs, but that they remember only the photographs. This remembering through photographs eclipses other forms of understanding, and remembering.”

Susan Sontag, Regarding the Pain of Others.

Studies, videos, films, documents, books, themed blogs really are an ocean in which we can easily lose ourselves and this is why it is difficult to understand which information and how much of it has reached its destination correctly. What is defined as “collective memory” is not at all the result of a memory but rather a pact, agreeing which version of the facts should be deemed valid.
The earthquake of 6 April 2009 was preceded by a series of facts and circumstances even quite different from one another. “Anagrafe del danno” moves transversally across facts, places and figures that somehow characterized the event.
My approach is based chiefly on the study of the harbingers of the earthquake, beginning metaphorically with the mammoth (Elephas Meridionalis), the photo that opened the project, showing an animal that lived over one million years ago, in the Aquila basin, which looked like a large closed lake. This large prehistoric animal, closed in its “armour” along with the scaffolding costing 240,000,000 euro, which envelops the entire historic centre of L’Aquila, and in excess of 1,200 decrees, ordinances and regulations produced by the State, by local authorities and the civil protection agency, are a clear sign of how things stand five years after earthquake.
(translation Angela Arnone)
_
(L’aquila 2014)

“Onorevole Signor Sindaco e Signori della giunta. In un momento, in cui sotto l’ansia dubbiosa della paura, l’anima della Città nostra si agitava per la ricerca di un asilo che la difendesse più sicuramente dalle conseguenze terribili del terremoto, e nella mente di ciascuno si alternavano i progetti più strani e più illogici, d’abbandono definitivo della nostra terra alla creazione di case di legno, che solo un eccessivo panico poteva giustificare (…) La nostra Città, dopo il terribile terremoto del 1703, che la colpì tanto duramente, risorse per valore e tenacia della sua gente (…) Non casupole di legno, né modeste abitazioni essa contrapposte al terremoto che continuamente abbatteva, ma palazzi sontuosi e monumenti, case ottimamente costruite, anzi ammaestrate dai passati cataclismi, orientò i propri fabbricati in tale posizione che dall’investimento dell’onda sismica avessero a soffrire nel minor grado. (…) Pensare al decentramento è fare offesa ad ogni principio di logica e di progresso”.

Relazione e proposte della commissione per il terremoto.
L’Aquila, novembre 1915

“Le ideologie creano archivi di immagini probatorie e rappresentative che incapsulano idee condivise, innescano pensieri e sentimenti facilmente prevedibili. … il problema non sta nel fatto che ricordiamo grazie alle fotografie, ma che ricordiamo solo quelle. Il ricordo attraverso le fotografie eclissa altre forme di comprensione, e di ricordo”.

Susan Sontag, Davanti al dolore degli altri.

Studi, video, film, documenti, libri, blog tematici sono veramente un oceano in cui è facile perdersi; per questo risulta difficile percepire quale e quanta informazione è giunta correttamente a destinazione. Quella che si definisce “memoria collettiva” non è affatto il risultato di un ricordo, bensì di un patto, per cui ci si accorda su quale versione dei fatti ritenere valida.
Il sisma del 6 Aprile 2009 è stato preceduto da una serie di fatti e circostanze anche molto lontani tra loro. Anagrafe del danno si muove trasversalmente su fatti, luoghi e personaggi, che hanno caratterizzato in qualche modo l’evento.
Il mio approccio si caratterizza principalmente sullo studio dei prodromi del terremoto, a partire metaforicamente dal “Mammuth” (Elephas Meridionalis), la foto numero “zero”. L’animale databile più di un milione di anni fa, viveva nella conca aquilana, che all’epoca si presentava come un grande lago chiuso.
Questo grosso animale preistorico stretto, oggi, nella sua “armatura”, insieme ai ponteggi, che avvolgono l’intero centro storico dell’Aquila; ai suoi più di 1.200 decreti, regolamenti e ordinanze prodotti dallo stato, dagli enti locali e dalla protezione civile e ai suoi infiniti iter giudiziari, sono un chiaro segno di come stanno le cose a cinque anni dal sisma.

_

Camplone’s Bio